Parte finale
A seguito di tutte queste strane circostanze :
- Mancato riconoscimento da parte dei genitori, benchè presenti.
- Mancata vestizione e ricomposizione, nonostante il millantato credito di due ufficiali.
- Mancata partecipazione dei genitori ai funerali militari, nonostante la presenza in loco.
- Per la immediata scomparsa del teste chiave.
- Per le mancate testimonianze dei commilitoni presenti al fatto.
- Per il dissequestro dell’auto articolato in soli nove giorni dal fatto nonostante 5 morti, e senza perizie.
- Per l’eccessiva fretta di chiudere le bare e l’eccessiva fretta di archiviare.
- Per l’assegnazione dell’appalto per la riconsegna delle salme ad un noto truffatore già inquisito.
- Per l’indifferenza delle Scorte verso un’azione criminosa e colpevoli di violata consegna.
- Per le innumerevoli Istanze di Riesumazione presentate e sempre respinte.
- Per l’indifferenza dimostrata dalle Istituzioni ad ogni nostro appello di rendere Giustizia e Dignità, a nostro figlio, noi genitori dell’Alpino Roberto Garro, per lungo tempo ci siamo chiesti:
- COSA E’ SUCCESSO VERAMENTE A NOSTRO FIGLIO ? CHE FINE HA FATTO ?
- DOVE E’ SEPOLTO VERAMENTE ? PERCHE’ TANTI MISTERI NON CHIARITI ?
Cercando una risposta a tutte queste domande ci siamo appellati il 12 maggio 1999, prima al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, e subito dopo il 18 maggio 99 al neo Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Appelli continuati con ben 18 Istanze in tre anni, tutti senza risposte.
Al Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, ai Ministri della Difesa Scognamiglio e Mattarella.
Ai Ministri di Grazia e Giustizia, on. Oliviero Diliberto e on. Piero Fassino. (1.5.2000 - 4.6.2001).
Per due volte ci siamo appellati a S.S. Giovanni Paolo 2°. (16 aprile 2000 e 24 agosto 2000 ).
Sono state presentate Interrogazioni Parlamentari dalla Lega Nord, Forza Italia, Rifondazione Comunista, Interrogazione a risposta immediata “Question Time” in diretta RAIUNO il 10.11.1999.
N° 2 Mozioni Urgenti del Consiglio Comunale di Milano votate all’unanimità (4.1.2000 e 13.11.2000 ).
N° 1 Mozione Urgente del Consiglio Provinciale di Como ed inviata al Presidente della Repubblica.
Appelli alla Sig.ra Franca Ciampi da persone dello spettacolo come Franca Rame e il proprio marito Premio Nobel, Dario Fo. ( 23 febbraio 2000 ).
Incontri con il Presidente della Camera Luciano Violante, e il Presidente del Senato Nicola Mancino.
Si è costituito a Milano il “COMITATO SPONTANEO ROBERTO GARRO” che ha raccolto in tutta la Lombardia ben 17 mila firme che sono state inviate al Presidente della Repubblica, alla Commissione Difesa e alla Commissione Giustizia della Camera, e alla Procura di Milano.
L’11 dicembre 2000, la bara è stata finalmente riesumata per ordine del Procuratore milanese dott. Fabio De Pasquale; trasportata all’Obitorio presso l’Istituto di Medicina Legale di Milano, in nostra presenza, e della Polizia Giudiziaria è stata aperta e il suo interno fotografato. Lo spettacolo che si è presentato è stato dei più ignobili. Il corpo di nostro figlio, finalmente RICONOSCIUTO da noi ed in quasi perfetto stato di conservazione si presentava completamente nudo e scomposto, con la Sua uniforme a mo di stracci vecchi, ammucchiata sul torace (foto ed articoli di quotidiani che ne riportano ampiamente la notizia benchè in nostro possesso, solo per rispetto alla memoria di nostro figlio non verranno allegati).
In definitiva, nostro figlio; nostro orgoglio e nostro vanto, fu gettato nella bara nudo, sporco e scomposto. Un gesto che è un insulto ad ogni norma di onore e di civiltà; e nessuno ancora chiede scusa.
Il 4 luglio 2001, con la nuova maggioranza di centro destra ed il nuovo Governo Berlusconi, siamo ricevuti a Palazzo Chigi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dr. Gianni Letta, ed il 5 luglio 2001, ricevuti dal Presidente della Commissione Difesa della Camera on. Luigi Ramponi di A.N. (ex generale dei bersaglieri), coadiuvato dall’on. Filippo Ascierto e dall’on. Alessandra Mussolini, entrambi di A.N. L’Audizione viene aggiornata ad ottobre. Infatti il 16 e 17 ottobre ci presentiamo nuovamente a Montecitorio più agguerriti che mai.
Ma il tutto si rivelerà ancora una volta illusorio e deludente, e nessuna promessa viene mantenuta. Ed ancora una volta restiamo anche in attesa delle “scuse” da parte dello Stato per gli oltraggi a nostro figlio.
Vale a dire ancora una volta senza giustizia. Ma noi non ci siamo mai arresi e non intendiamo farlo.
Abbiamo proseguito durante tutta la 14° legislatura (Governo Berlusconi), poi nella XV (Governo Prodi) ed infine in questa XVI Legislatura con altri 17 appelli ai Presidenti del Consiglio, 11 e più appelli al Ministri della Difesa, ai Ministri della Giustizia, a vari Parlamentari e Senatori delle stesselegislature pur proseguendo con appelli al Capo dello Stato C. A. Ciampi e G. Napolitano.
Tutti ancora una volta ignorati e senza risposte.