Misteri e sospetti

L’ITALIA DEI MISTERI E DEI SOSPETTI


Dissequestro (vedere pag.2 ISTANZE)

ALPINI MORTI A GEMONA: UN ALTRO “CASO USTICA” o “PETEANO”?
Dopo quattro anni di indagini e severe riflessioni svolte da noi genitori improvvisandoci investigatori nel tentativo di fare chiarezza sulla improvvisa e tragica scomparsa del nostro unico figlio, interrogando testimoni, consultando esperti balistici e madici legali tanto che tutte le tracce ci hanno indotto a sospettare ad una strage premeditata ed eseguita con fredda lucidità e comprovata esperienza di un attentatore dinamitardo che per oscure ragioni (oscure ma non troppo) il magistrato di Tolmezzo in sintonia con gli alti vertici militari e naturalmente con la stessa magistratura militare (che non ha mai aperto un fascicolo), non ha mai voluto indagare per punire i colpevoli, emettendo facili, continue e frettolose archiviazioni tanto da arrivare alla scadenza degli anni previsti dal fatto criminoso per la prescrizione di tutti i reati.

Sconcertati e indignati dall’indifferenza delle Istituzioni, e dall’ostruzionismo di una certa magistratura; sia ordinaria che militare, dalle menzogne e dai tanti misteri con cui ci siamo scontrati in questi mesi di indagini, da sospettare che per i quattro Alpini deceduti a Ospedaletto di Gemona del Friuli il 9 giugno 1998 non fosse veramente un nuovo Caso Ustica o peggio…. un’altra Peteano?
La domanda immediata e spontanea è: Perchè tante menzogne e sotterfugi? Cosa vi era da nascondere? Perchè tanta fretta di chiudere e archiviare senza un minimo di indagini, come la semplice perizia sull’autoarticolato coinvolto e dissequestrato in soli nove giorni? Quale significato dobbiamo attribuire all’espressione a noi riportata: non deve filtrare assolutamente niente; ordine del Ministero!? E perchè per quasi tre anni ci è stato impedito dalla magistratura di fare chiarezza sulla identitè della salma che ci è stata recapitata? Inoltre perchè dopo quasi cinque anni non riusciamo ancora ad ottenere una risposta ai nostri tanti appelli inviati a tutti i componenti della classe politica italiana o una seria sentenza che faccia giustizia? Quanto di tutto ciò è opera del SISMI? E soprattutto, chi si è voluto coprire o favorire?

QUATTRO VALIDE RAGIONI PER SOSPETTARE; ANZI CINQUE! FORSE SEI!
1°) Come già accertato, i quattro Alpini non avevano alcuna fretta di rientrare in caserma, quindi perchè lo stavano facendo con due ore di anticipo sullo orario previsto da regolamento? Che non fosse stato Loro affidato qualche incarico fuori ordinanza? Ma ciò lo chiariremo più avanti.
Fu lungo il breve percorso verso la caserma a bordo della Peugeot 205 guidata dallo stesso proprietario l’Alpino Bergonzini che pur avendo sorpassato la Fiat Tipo su cui viaggiavano gli altri cinque Loro commilitoni in una ampia curva destrosa, erano regolarmente rientrati sul lungo ed ampio rettilineo. Duplice testimonianza (poco ortodossa e fotocopia) di due giovani che precedevano a bordo di una Renault Clio avrebbero visto i militari sbandare ed occupare la corsia opposta da dove arrivava un autoarticolato austriaco guidato da un giovane bosniaco.
DOMANDA: Come fecero questi a vedere tutto trovandosi davanti, di notte in un tratto totalmente buio ed in curva? Forse dallo specchietto retrovisore rischiando così di uscire di strada in curva? E perchè fu spostata la Clio (anche ciò è a verbale) prima del’arrivo della Polizia alterando così la scena del disastro.
2°) Altra testimonianza: I quattro militari passarono la serata (solo due ore), mangiando bruschette e bevendo bibite analcoliche. Inoltre dalla versione ufficiale risulta che solo nove militari a bordo di due auto fossero coinvolti in questo strano incidente, ma viene celato, sempre da testimonianze raccolte in loco, che vi era una terza auto Opel GS di probabile colore bianca o comunque chiara con probabili tre persone a bordo, che partì insieme alle prime due. Chi erano codeste persone? Forse ufficiali? Sottufficiali? (abbiamo foto che documentano situazioni analoghe) Erano magari questi coinvolti in un tentativo, magari per gioco, di impedire il rientro dal sorpasso, o impedire lo stesso sorpasso e quindi la frenata, lo sbandamento e la strage? Oppure ancora peggio in un più plausibile gioco pericoloso, questi gettarono proprio loro una bomba a mano all’interno della Peugeot 205? Dopodicchè la fuga verso la caserma trovando coperture e complicità dei superiori?
A chi si riferiva il col. Paolo Plazzotta quando alle ore due della notte, o meglio del mattino di mercoledì 10 giugno 98 sul luogo della strage, inveiva come uno scaricatore: e io adesso che c…o dico ai Carabinieri, che eravate ubriachi fradici? Non certo ai nove militi che da testimonianze raccolte non avevano assolutamente bevuto! Allora chi erano gli ubriachi? Forse proprio i misteriosi tre di grado superiore coinvolti ed in seguito coperti e protetti? Evento che era già successo in passato e di cui anche noi si conosce il nome. E se questi fatti fossero esatti, è evidente che vi sia stato un grave concorso di colpa in strage di probabili ignoti e in complicità di probabili noti. Ma ciò che balza agli occhi per stranezza e incongruenza è: se si sospettava uno stato di ubriachezza, perchè non fu eseguita autopsia a nessuno e tanto meno al guidatore della Peugeot 205? Forse perchè ubriaco era proprio il col. Paolo Plazzotta? (i tratti somatici del beone li aveva tutti). E il gen. Gianfranco Marinelli (in seguito promosso) quale e quanto ruolo ha avuto in tutto ciò? E dato che sapeva perchè ha taciuto?
3°) Altra inquietante ipotesi, che tutti, o solo uno, magari il Bergonzini proprietario dell’auto, abbia o abbiano visto o udito qualcosa che non dovevano vedere o sentire, e per questo eliminati? Infatti non era nè difficile nè impossibile per degli esperti quali erano in quella caserma, considerata il fiore all’occhiello per la massima efficienza ed operatività; e chiunque sapeva esattamente del lavoro e orari obbligati (potevano uscire solo dopo le 20,30) quindi facilmente individuabili sia per orari che per compagnia. Inoltre essendo in possesso di un tipo di auto di comune utilizzo; in questo caso, se un congegno esplosivo fosse stato piazzato nell’auto che forza maggiore dovevano utilizzare, non avendo a disposizione altri mezzi di trasporto, tipo autobus del servizio pubblico o autobus navetta dell’esercito, bastava un telecomando o una frenata perchè esplodesse, esattamente come infatti è avvenuto. Magari l’obiettivo era qualcun altro possessore di un’auto simile. Infatti erano numerose le auto Peugeot 205 di proprietà di militari nell’immenso parcheggio esterno della caserma, modello di auto molto comune fra i giovani.
Domanda: che i nostri figli siano stati eliminati per errore al posto di qualcun altro? O perchè hanno visto ciò che non dovevano vedere o sapere? Contrabbando di armi sofisticate? Abusi……..? Forse oggetti non identificati???????


20 Domande senza risposte

4°) Tornando alla prima ipotesi accennata all inizio, ma che non si discosta dalle altre appena esposte, è che i quattro Alpini stessero eseguendo uno di quei Favori-Ordini fuori ordinanza a cui non ci si può sottrarre, trasportando per conto di qualcuno, forse un pacco, un involucro o una borsa contenente qualcosa di pericoloso (come materiale esplodente) ma di cui ignoravano il contenuto. Daltronde è oltremodo facile influenzare dei bravi ragazzi allevati nell’amore e nel calore di una famiglia felice e che per la prima volta sono lontani da casa e da affetti; e va da se che in tale ambito, la richiesta di un favore da parte di un superiore che in tale occasione funge anche da ‘nonno’ abbia l’effetto di un ordine. Considerando che da giorni i ragazzi erano inquieti per qualcosa che in caserma non funzionava, anche il colloquio telefonico al cellulare solo appena cinque minuti prima della Sua morte, rispondendo alla domanda della mamma: Perchè rientrate così presto? (erano solo le 22,30 e potevano protrarre il rientro fino alle 00,30 cioè mezz’ora dopo la mezzanotte) Dopo ti spiego! fu la risposta. Cinque minuti dopo era già Andato Avanti.
E se è esatta questa ipotesi, allora si spiega: 1) Perchè l’auto si è disintegrata dopo essera esplosa; come risulta da verbale. 2) Si spiega perchè nei tre giorni seguenti, siano stati raccolti anche i più piccoli frammenti utilizzando camion a spazzole anche nel campo che fiancheggia la strada. 3) Si spiega perchè l’autista bosniaco dell’autoarticolato sia scomparso nella nottata senza aver fatto nè esami del sangue per accertare un qualsiasi stato di ebrezza attraverso l’esame alcolemico (forse per non farlo testimoniare per quanto aveva visto o subito? E magari era anche un clandestino impiegato in nero in Austria, così come fanno tante ditte di trasporto oltre confine? E per questo non si è voluto scomodare l’allora Ministro degli Esteri Lamberto Dini?). 4) Si spiega perchè lo stesso autoarticolato nonostante cinque morti, dopo soli nove giorni sia stato dissequestrato e rispedito in Austria senza nemmeno una perizia che accerti: a) Il grado di efficienza del pesante mezzo trattandosi di un vecchio modello Volvo. b) Appurare veramente l’avvenuto scontro frontale con la Peugeot 205. Ma sopratutto si spiega 5) perchè tanta fretta di chiudere le bare con i militari sporchi e nudi anzicchè ripuliti e rivestiti con le Loro uniformi, cioè con la Dignità e l’Onore che era Loro dovuto. Funerali militari celebrati in sordina e quasi in segreto, impedendo anche con l’inganno e la menzogna ai familiari di parteciparvi, svolti all’interno della stessa caserma Feruglio sulle cui mura esterne campeggia quel LIMITE INVALICABILE sorvegliato armato, che separa per la vita nonchè per la morte i figli dai genitori. Ed ancora una volta la domanda è inquietante: Possibile che il SISMI (Servizio Segreto Militare) abbia ignorato con tanta leggerezza queste morti? E perchè? Da parte di chi è stata veramente premeditazione? Tanto da giungere fino a noi casualmente la direttiva impartita: …non deve filtrare assolutamente nulla; ordine del Ministero!? Perchè?
5) Altra e più verosimile ipotesi sospetta, avvallata dalle inumerevoli menzogne messe in atto, ritorsioni e intimidazioni dalla repentina scomparsa di tutti i personaggi più o meno coinvolti, sia di truppa che dello Stato Maggiore; chi per congedo, chi per trasferimento e chi precocemente pensionato, è che i quattro militari, per una ragione mai chiarita, non siano rimasti vittime di un misterioso, ma probabile attentato dinamitardo (E torna l’ipotesi della bomba), considerando e non escludendo che potrebbe essere benissimo una contestazione a sfondo politico, considerando che proprio quel territorio, il Nord-Est da sempre è stato testimone delle gesta della Falange Armata (ricordiamo Peteano) nonchè patria di forti contestazioni con attentati dinamitardi da parte di Altoatesini e Gladio; quindi da considerare vittime di terrorismo?.
Infatti come già esposto, proprio perchè accertato dai verbali, vi fu uno scoppio e conseguente disintegrazione dell’auto su cui Essi viaggiavano, e ciò fa supporre proprio in virtù dei tanti silenzi, procedure accellerate, affrettate archiviazioni con conseguenti occultazione di prove, nonchè il rifiuto categorico del magistrato di Tolmezzo dr. E. Cavalieri (sempre e da sempre solo lui) di concederci un colloquio in quanto noi parte offesa; tanto da alimentare il sospetto che nostro figlio insieme ad altri tre commilitoni sia rimasto vittima innocente di un attentato dinamitardo ad opera di terroristi o magari di nostri vicini di confine Amici-Nemici? Azione questa che avrebbe costretto ad un intervento politico la Farnesina nella persona del ex Ministro degli Esteri Lamberto Dini provocando così un incidente internazionale di enormi dimensioni; ma che molto cortesemente gli si è voluto evitare questa scomoda incombenza contro dei nostri vicini alleati, archiviando tutto frettolosamente? E ciò a discapito della giustizia nonchè del rispetto della dignità dei caduti e dei diritti umani? Oppure tutto ciò è avvenuto per volontà e decisione del SISMI che come sempre copre tutto col Segreto di Stato o il Riservato dando esecuzione alla direttiva: …non deve filtrare assolutamente nulla, ordine del Ministero! E sopratutto quella bara non si deve assolutamente aprire (conosciamo i nomi).
E infine, smembramento e traferimenti di tutto lo Stato Maggiore, (magari attraverso i quattro militi si voleva colpire proprio loro o lo Stato italiano? Cosìcome sempre avviene nei casi di terrorismo?) ritorsioni e intimidazioni verso di noi, prima da parte di un altissimo ufficiale, che se pur estraneo ai fatti, presentatosi in uniforme e lustrini, ci invita a dimenticate e non cercare inutili vendette, che tanto non ci avrebbero portato a niente. E ciò si ripete ancora in seguito, quando il 8 marzo 2000 a Roma, uscendo dal Parlamento, dopo un incontro con il Presidente della Camera dei Deputati on. Luciano Violante, subimmo un’azione dai contorni di un sequestro di persona a scopo intimidatorio (ad opera del gen. G. Marinelli, del col. F. Primicjeri, col. Battaglini ed un Ignoto in borghese: alto e con folti baffi che nessuno ci presentò, forse dei Servizi Segreti?) evento che purtroppo al momento sconcertati non pensammo di denunciare ai Carabinieri immediatamente.


Contratto - dichiarazione

Per niente intimoriti, e per ridare quella Dignità negata a nostro figlio, abbiamo presentato un primo Esposto-Denuncia alla Procura di Tolmezzo UD chiedendo la riesumazione della salma del nostro presunto figlio che riposa a Milano nel Cimitero di Chiaravalle, dato che nessuno di noi, o altri da noi delegati, abbia identificato o riconosciuto Lui o gli altri commilitoni deceduti in quel maledetto martedì 9 giugno 1998 a Ospedaletto di Gemona del Friuli. Per noi, per lungo tempo è stato forte il sospetto che fosse avvenuto in nostra assenza e senza il dovuto riconoscimento, un terribile scambio di salme.
Le indagini della Procura di Tolmezzo, per i fatti su esposti, furono affidate al P.M. dr. Enrico Cavalieri il quale le archiviò in soli cinque giorni senza espletare nessuna indagine (è a verbale).
Anche l’indagine sulla truffa ai danni dello Stato, (in cui ci riteniamo Parte Civile, nonchè offesa, perchè ha danneggiato l’immagine di nostro figlio) perpetrata da Giuseppe Calabrese titolare dell’Impresa di Pompe Funebri Amadeus, noto pregiudicato già inquisito e condannato è ancora una volta affidata al dr. E. Cavalieri e giace, bontà sua, nel mistero e nel silenzio.
Altre tre Denuncie contro lo Stato Maggiore della caserma Feruglio, vengono affidate ancora al dr. E. Cavalieri, e rimangono anch’esse senza risposta; solo dopo esserci rivolti alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo e forse per impedirci di proseguire, il dr. E. Cavalieri ormai promosso Procuratore Capo chiede ed ottiene una proroga alle indagini di sei mesi; i quali ormai scaduti da molti mesi sono attualmente ancora senza risposta. Inoltre in questi quasi cinque anni, si è sempre rifiutato di incontrarci e di parlare con noi ed i reati ormai in procinto di cadere in prescrizione,(ingiustificabile e inqualificabile).
Anche per il col. F. Primicjeri la carriera ha avuto una svolta con promozione, tanto che è tornato in quel di Venzone presso la caserma Feruglio in veste di comandante di Reggimento.
anche il magg. gen. G. Marinelli viene promosso a Capo del Primo Reparto Personale dello Stato Maggiore della Difesa presso il Ministero della Difesa a Roma.
Promozioni vengono elargite anche a tutti gli altri coinvolti. Nessuno è mai stato punito.
CONGRATULAZIONI, SI FA CARRIERA SULLA PELLE E SULLA DIGNITA’ DEI NOSTRI FIGLI.
Tutti questi eventi confermano il nostro LEGITTIMO SOSPETTO che questo magistrato non ha un equo, imparziale e sereno giudizio nei nostri confronti; e quindi nostra intenzione adire nei suoi confronti e chiedere il trasferimento del processo ad altra citta e ad altro magistrato.
6°) Ultima ipotesi e forse non del tutto fantasiosa, dati i precedenti che dal 1994 vedono le Regioni del Friuli Venezia Giulia e Veneto sotto il tiro criminale del cosidetto “UNABOMBER” che in maniera del tutto imprevedibile e indiscriminatamente colpisce in supermercati, spiagge, cimiteri, chiese, tribunali e perchè no caserme? Considerato che manomettere un’auto parcheggiata e incustodita nel grande parcheggio esterno alla Caserma Feruglio, era ed è ancora oggi un obiettivo alla portata di chiunque voglia colpire la stessa. Daltronde nessuno ha mai indagato in questo senso, e perchè sono morti quattro soldati in tempo di pace, nonostante i tanti lati oscuri, e perchè furono oltraggiati e vilipesi dopo la morte!
NOI RESTIAMO COMUNQUE IN ATTESA DI CHIAREZZA E DI GIUSTIZIA.

Anche la Proposta di Legge Unificata del Presidente della Commissione Difesa della Camera, on. L. Ramponi e dell’on. P.Ruzzante dei D.S. sui risarcimenti a militari caduti in servizio, condivisa da Maggioranza e Opposizione; che ci ha visto artefici e sostenitori, giace arenata nei meandri delle Commissioni nonostante l’imminente invio di truppe italiane in zone di guerra Medio-Orientali come l’Afganistan e l’Iraq.
ANCORA UNA VOLTA I NOSTRI SOLDATI SONO CONSIDERATI SOLO “CARNE DA MACELLO”
CHE DIO PROTEGGA I NOSTRI SOLDATI….; PERCHE’ LO STATO ITALIANO CERTO NON LO FARA’

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